
TITOLO: VERDULANDIA
AUTORE: BARBARA ZILETTI
Chi ha detto che la fantasia non esiste più?
Chi ha detto che i sogni debbano essere infranti?
Chi ha detto che il nostro mondo è brutto e terribile?
Chi detiene il potere assoluto di affermare tutto ciò?
LA TELEVISIONE…
Un giorno come tanti altri Marzia stava guardando la televisione, i suoi programmi preferiti erano i cartoni animati.
Purtroppo non i classici di una volta, con un filo logico e una morale interessante, ma quegli schifosi cartoni pieni di parolacce.
È con questi che le industrie commerciali gestiscono i bambini.
Quel giorno stavano trasmettendo un episodio nuovo di ESPLOSIONI SPAZIALI.
Mentre divorava i suoi pop-corn davanti allo schermo (avrebbe ingurgitato di tutto senza nemmeno rendersene conto)sentì un grande boato e si ritrovò circondata da una luce bianca.
Non si rese nemmeno conto di quello che le stava accadendo: era finita nel televisore, trasformata in una eroina di quell’episodio:
GRANDE MARZIA o GM.
Dallo schermo osservava le migliaia di bambini che a loro volta stavano guardando la TV.
Sembravano un esercito di robot.
Le loro mamme gridavano, parlavano, si affannavano in ogni modo per comunicare con loro, ma per risposta, come zombie continuavano imperterriti ad osservare lo schermo.
In quell’istante si rese conto dello strano potere ipnotico che la televisione deteneva.
Mentre formulava questi pensieri un peperone rosso gigante le stava lanciando delle palle infuocate.
Era in atto una guerra fra gli abitanti della Terra (di cui lei era la rappresentante, o regina) e le verdure.
Da sempre le verdure erano nemiche dei bambini, loro le detestavano, e a mano a mano che questo odio cresceva queste acquisivano potere.
Ora erano quasi invincibili.
Marzia iniziò a fuggire non sapendo cosa altro fare.
Si nascose in una grotta, nel sottosuolo e lì vi rimase per un po’ di tempo.
Nel frattempo le verdure si erano impadronite del pianeta cercando di sottomettere gli abitanti.
Queste si erano esercitate di nascosto a prepararsi come dei veri soldati, con tanto di addestramento ed ora erano riuscite a conquistare la Terra.
Come era stato possibile?
Ogni volta che un bambino si sedeva davanti allo schermo permetteva che altri (in questo caso i cartoni) usassero la fantasia al loro posto.
Ogni bambino che non usava la fantasia permetteva alle verdure di prendere potere.
Con le migliaia di bambini davanti agli schermi non avevano impiegato molto tempo per diventare invincibili.
Ora tutte le persone lavoravano come schiave e il pianeta era stato rinominato VERDULANDIA.
Non sapendo cosa altro fare Marzia iniziò a scavare nel sottosuolo finchè si ritrovò dall’altra parte della Terra.
Qui il paesaggio era ben diverso: era circondata da una distesa erbosa, di erba gialla e secca, pochi alberi qua e là e molti animali selvaggi.
Era nella savana africana.
Non c’erano televisori e i bambini giocavano fra di loro spensieratamente.
D’improvviso fece un balzo perché un piccolo bimbo di colore le stava picchiettando la spalla.
Disse qualcosa ma lei non riusciva a comprenderne il linguaggio.
Allora la prese per mano e la portò accanto ad un cespuglio di bacche rosse e le fece cenno di mangiarne una.
Con molto timore la raccolse, non appena l’ebbe inghiottita si ritrovò a comprendere e parlare perfettamente la lingua del piccolo:
-Ciao, sono Wapi, tu chi sei?
-Ciao, sono GM Grande Marzia, ma mi puoi chiamare semplicemente Marzia.
-Cosa ci fai qui nella savana africana? Da dove arrivi?
-Sinceramente non so proprio cosa risponderti, stavo scavando per fuggire dal mio mondo e mi sono ritrovata qui.
-Perché fuggivi?
-Perché le verdure si stanno impossessando di questo pianeta e io devo riuscire a trovare una soluzione.
-Cosa sono le verdure?
-Ma come, tu non le conosci? E di cosa vi nutrite?
-Di carne e di insetti, a volte di bacche, qui non c’è niente altro.
Marzia spiegò brevemente cosa fossero le verdure e tutto ciò che le era accaduto, mentre Wapi rimaneva estasiato ad ascoltarla.
Una cosa sola non era riuscito ad immaginarsi: che cosa fosse una televisione!
Aveva compreso solo che era una grossa scatola contenente delle persone piccole piccole e nella sua innocenza non riusciva a comprendere che tipo di minaccia potesse rappresentare per l’umanità intera.
Una scatola che conquista il pianeta?
Stentava a crederci e la ritenne una cosa buffa.
Anche Marzia pensandoci si rese conto che nel tempo le persone avevano attribuito ad essa troppo valore.
La TV stabiliva la moda, i valori, dispensava notizie, vere o false che fossero, insomma la TV dirigeva la vita di ogni individuo.
Era una cosa assurda.
Wapi interruppe i suoi pensieri e le fece cenno di seguirlo.
Si stava facendo sera e attorno ad un falò c’erano molti bambini con un anziano che raccontava storie.
I bambini erano affascinati dai suoi racconti.
Marzia si sedette accanto a loro ed ascoltò…
“ C’era una volta in un luogo molto lontano un popolo di bianchi che pur avendo a disposizione molto cibo lo sprecava.
Il cibo che essendo vivo vedeva tutto, non comprendeva perché queste persone non lo utilizzassero e si sentiva inutile.
Allora decise di osservarli meglio.
Si sedevano sempre ad un tavolo di legno a fissare una buffa scatola contenente dei piccoli ometti che raccontavano loro un mucchio di frottole, come ad esempio come vestirsi, come comportarsi, annunciando notizie catastrofiche e poco veritiere..
Essi credevano a tutto ciò che vedevano e sentivano senza mai metterlo in dubbio.
Col tempo questa scatola era divenuta una specie di “oracolo sacro”, avrebbero fatto qualsiasi cosa pur di entrarvi dentro, anche per un solo istante.
Il cibo che per pigrizia veniva estratto da altre grandi scatole congelate veniva infilato direttamente nei forni, così il tempo poteva essere impiegato per guardare la scatola sacra.
Quel cibo che la natura aveva messo loro a disposizione e che non veniva mai utilizzato si chiamava frutta e verdura.
I bambini non sapevano cosa fosse perché i genitori non avevano mai spiegato loro la sua importanza e col tempo se ne scordarono.
Fu così che la verdura per attirare la loro attenzione decise di entrare nella “scatola sacra” e lentamente cominciò il lavoro di conquista del mondo.”
In quell’istante a Marzia fu tutto chiaro.
Doveva ritornare per salvare la Terra, doveva gridare al mondo di nutrirsi di verdure e frutti, soprattutto ai bambini, solo in questo modo i vegetali stessi si sarebbero sentiti gratificati e avrebbero smesso di ribellarsi.
Ritornò nel luogo dove aveva scavato la buca, vi entrò e si ritrovò sul proprio divano.
Aprì lentamente gli occhi e si rese conto di avere sognato.
Allora era questa la fantasia?
Era qualcosa che la sua mente era in grado di creare e l’aveva trovato anche piacevole.
Da quel giorno non accese più la TV ed iniziò a leggere molti libri e naturalmente costrinse la mamma a cucinarle la verdura che da quel momento non mancò più dal tavolo della cucina!
Non permettete di dare troppo potere ad una “scatola”, ma utilizzate una cosa che è GRATIS: la fantasia!
FINE
La riproduzione parziale o totale della presente opera è libera e incoraggiata purchè non a scopi commerciali e a condizione che venga citato l’autore e che questa dicitura sia riprodotta
AUTORE: BARBARA ZILETTI
Chi ha detto che la fantasia non esiste più?
Chi ha detto che i sogni debbano essere infranti?
Chi ha detto che il nostro mondo è brutto e terribile?
Chi detiene il potere assoluto di affermare tutto ciò?
LA TELEVISIONE…
Un giorno come tanti altri Marzia stava guardando la televisione, i suoi programmi preferiti erano i cartoni animati.
Purtroppo non i classici di una volta, con un filo logico e una morale interessante, ma quegli schifosi cartoni pieni di parolacce.
È con questi che le industrie commerciali gestiscono i bambini.
Quel giorno stavano trasmettendo un episodio nuovo di ESPLOSIONI SPAZIALI.
Mentre divorava i suoi pop-corn davanti allo schermo (avrebbe ingurgitato di tutto senza nemmeno rendersene conto)sentì un grande boato e si ritrovò circondata da una luce bianca.
Non si rese nemmeno conto di quello che le stava accadendo: era finita nel televisore, trasformata in una eroina di quell’episodio:
GRANDE MARZIA o GM.
Dallo schermo osservava le migliaia di bambini che a loro volta stavano guardando la TV.
Sembravano un esercito di robot.
Le loro mamme gridavano, parlavano, si affannavano in ogni modo per comunicare con loro, ma per risposta, come zombie continuavano imperterriti ad osservare lo schermo.
In quell’istante si rese conto dello strano potere ipnotico che la televisione deteneva.
Mentre formulava questi pensieri un peperone rosso gigante le stava lanciando delle palle infuocate.
Era in atto una guerra fra gli abitanti della Terra (di cui lei era la rappresentante, o regina) e le verdure.
Da sempre le verdure erano nemiche dei bambini, loro le detestavano, e a mano a mano che questo odio cresceva queste acquisivano potere.
Ora erano quasi invincibili.
Marzia iniziò a fuggire non sapendo cosa altro fare.
Si nascose in una grotta, nel sottosuolo e lì vi rimase per un po’ di tempo.
Nel frattempo le verdure si erano impadronite del pianeta cercando di sottomettere gli abitanti.
Queste si erano esercitate di nascosto a prepararsi come dei veri soldati, con tanto di addestramento ed ora erano riuscite a conquistare la Terra.
Come era stato possibile?
Ogni volta che un bambino si sedeva davanti allo schermo permetteva che altri (in questo caso i cartoni) usassero la fantasia al loro posto.
Ogni bambino che non usava la fantasia permetteva alle verdure di prendere potere.
Con le migliaia di bambini davanti agli schermi non avevano impiegato molto tempo per diventare invincibili.
Ora tutte le persone lavoravano come schiave e il pianeta era stato rinominato VERDULANDIA.
Non sapendo cosa altro fare Marzia iniziò a scavare nel sottosuolo finchè si ritrovò dall’altra parte della Terra.
Qui il paesaggio era ben diverso: era circondata da una distesa erbosa, di erba gialla e secca, pochi alberi qua e là e molti animali selvaggi.
Era nella savana africana.
Non c’erano televisori e i bambini giocavano fra di loro spensieratamente.
D’improvviso fece un balzo perché un piccolo bimbo di colore le stava picchiettando la spalla.
Disse qualcosa ma lei non riusciva a comprenderne il linguaggio.
Allora la prese per mano e la portò accanto ad un cespuglio di bacche rosse e le fece cenno di mangiarne una.
Con molto timore la raccolse, non appena l’ebbe inghiottita si ritrovò a comprendere e parlare perfettamente la lingua del piccolo:
-Ciao, sono Wapi, tu chi sei?
-Ciao, sono GM Grande Marzia, ma mi puoi chiamare semplicemente Marzia.
-Cosa ci fai qui nella savana africana? Da dove arrivi?
-Sinceramente non so proprio cosa risponderti, stavo scavando per fuggire dal mio mondo e mi sono ritrovata qui.
-Perché fuggivi?
-Perché le verdure si stanno impossessando di questo pianeta e io devo riuscire a trovare una soluzione.
-Cosa sono le verdure?
-Ma come, tu non le conosci? E di cosa vi nutrite?
-Di carne e di insetti, a volte di bacche, qui non c’è niente altro.
Marzia spiegò brevemente cosa fossero le verdure e tutto ciò che le era accaduto, mentre Wapi rimaneva estasiato ad ascoltarla.
Una cosa sola non era riuscito ad immaginarsi: che cosa fosse una televisione!
Aveva compreso solo che era una grossa scatola contenente delle persone piccole piccole e nella sua innocenza non riusciva a comprendere che tipo di minaccia potesse rappresentare per l’umanità intera.
Una scatola che conquista il pianeta?
Stentava a crederci e la ritenne una cosa buffa.
Anche Marzia pensandoci si rese conto che nel tempo le persone avevano attribuito ad essa troppo valore.
La TV stabiliva la moda, i valori, dispensava notizie, vere o false che fossero, insomma la TV dirigeva la vita di ogni individuo.
Era una cosa assurda.
Wapi interruppe i suoi pensieri e le fece cenno di seguirlo.
Si stava facendo sera e attorno ad un falò c’erano molti bambini con un anziano che raccontava storie.
I bambini erano affascinati dai suoi racconti.
Marzia si sedette accanto a loro ed ascoltò…
“ C’era una volta in un luogo molto lontano un popolo di bianchi che pur avendo a disposizione molto cibo lo sprecava.
Il cibo che essendo vivo vedeva tutto, non comprendeva perché queste persone non lo utilizzassero e si sentiva inutile.
Allora decise di osservarli meglio.
Si sedevano sempre ad un tavolo di legno a fissare una buffa scatola contenente dei piccoli ometti che raccontavano loro un mucchio di frottole, come ad esempio come vestirsi, come comportarsi, annunciando notizie catastrofiche e poco veritiere..
Essi credevano a tutto ciò che vedevano e sentivano senza mai metterlo in dubbio.
Col tempo questa scatola era divenuta una specie di “oracolo sacro”, avrebbero fatto qualsiasi cosa pur di entrarvi dentro, anche per un solo istante.
Il cibo che per pigrizia veniva estratto da altre grandi scatole congelate veniva infilato direttamente nei forni, così il tempo poteva essere impiegato per guardare la scatola sacra.
Quel cibo che la natura aveva messo loro a disposizione e che non veniva mai utilizzato si chiamava frutta e verdura.
I bambini non sapevano cosa fosse perché i genitori non avevano mai spiegato loro la sua importanza e col tempo se ne scordarono.
Fu così che la verdura per attirare la loro attenzione decise di entrare nella “scatola sacra” e lentamente cominciò il lavoro di conquista del mondo.”
In quell’istante a Marzia fu tutto chiaro.
Doveva ritornare per salvare la Terra, doveva gridare al mondo di nutrirsi di verdure e frutti, soprattutto ai bambini, solo in questo modo i vegetali stessi si sarebbero sentiti gratificati e avrebbero smesso di ribellarsi.
Ritornò nel luogo dove aveva scavato la buca, vi entrò e si ritrovò sul proprio divano.
Aprì lentamente gli occhi e si rese conto di avere sognato.
Allora era questa la fantasia?
Era qualcosa che la sua mente era in grado di creare e l’aveva trovato anche piacevole.
Da quel giorno non accese più la TV ed iniziò a leggere molti libri e naturalmente costrinse la mamma a cucinarle la verdura che da quel momento non mancò più dal tavolo della cucina!
Non permettete di dare troppo potere ad una “scatola”, ma utilizzate una cosa che è GRATIS: la fantasia!
FINE
La riproduzione parziale o totale della presente opera è libera e incoraggiata purchè non a scopi commerciali e a condizione che venga citato l’autore e che questa dicitura sia riprodotta
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